Rischio biologico e il nuovo Coronavirus

Rischio biologico e il nuovo Coronavirus

Febbraio 26, 2020

Come ormai noto alla cronaca, i Coronavirus sono una famiglia di virus capaci di causare patologie che spaziano da quelle più lievi, come ad esempio raffreddore, a quelle più gravi, come ad esempio Sindrome respiratoria acuta grave (SARS). Il nuovo Coronavirus (COVID-19) si trasmette a causa delle particelle derivanti dai sintomi del soggetto infettato (come ad esempio la saliva a causa della tosse o dello starnuto). Tra le misure di protezione è particolarmente indicata la cura dell’igiene personale (lavaggio delle mani in primis) oltre che l’utilizzo di fazzoletti monouso.

Questa piccola prefazione è stata fatta per introdurre quello che di norma viene molte volte sottovalutato nelle valutazioni del rischio, e cioè il rischio biologico; perché i Coronovirus, essendo dei virus rientrano come tali tra le categorie di agenti biologici potenzialmente patogeni per l’uomo, menzionati nel Titolo X del D.Lgs. 81/08, insieme a:

  • Batteri
  • Colture cellulari
  • Endoparassiti umani

 Il rischio biologico è spesso poco conosciuto e sottostimato in molti ambiti lavorativi. I fattori che possono favorire lo sviluppo degli agenti biologici possono essere:

  • Il tipo di attività
  • Il processo o la fase lavorativa;
  • Le materie utilizzate;
  • Il contatto con fluidi biologici umani o animali potenzialmente infetti;
  • La presenza di polvere;
  • La scarsa igiene;
  • Il cattivo funzionamento e la manutenzione degli impianti aeraulici;
  • La presenza e il numero di occupanti;
  • Il microclima;

Gli agenti biologici sono classificati in quattro distinti gruppi di rischio, sulla base delle caratteristiche di infettività, patogenicità, virulenza, trasmissibilità e neutrizzabilità.

Appartengono al gruppo I, gli agenti biologici che presentano poche probabilità di causare malattie considerati generalmente non potenzialmente pericolosi per l’uomo. Il gruppo II comprende gli agenti patogeni in grado di provocare malattie nell’uomo che costituiscono un rischio anche per i lavoratori, ma con ridotta probabilità di diffusione nell’ambiente. Al gruppo III appartengono gli agenti biologici in grado di provocare malattie all’uomo, con un’elevata capacità di infettare l’organismo ospite per i quali esistono efficaci forme di terapia o di prevenzione e profilassi. Fanno parte del gruppo IV i virus altamente infettivi che provocano malattie letali o altamente invalidanti, in grado di diffondersi per via aerea o di contagiare gli esseri umani provocando epidemie e pandemie, per i quali non sono attualmente note misure efficaci di prevenzione e cure.

Il lavoratore esposto al rischio biologico è ricompreso in diverse categorie e in funzione all’attività che può svolgere può entrare in contatto in maniera deliberata, potenziale o accidentale. L’esposizione deliberata è quella che prevede l’impiego intenzionale di agenti biologici, ne sono un esempio gli operatori che svolgono attività nei laboratori di microbiologia, di ricerca o nei laboratori di sintesi vaccinale. Le caratteristiche di questo tipo di attività consentono di effettuare una valutazione del rischio su dati noti e basandosi sulla conoscenza degli operatori riguardo le proprietà degli agenti impiegati. L’esposizione potenziale è quella che invece coinvolge, ad esempio, il personale sanitario  o quello impiegato nelle analisi cliniche di laboratorio, che potrebbe entrare in contatto con agenti biologici ignoti presenti all’interno di acque e materiali contaminanti, fluidi emoderivati o con pazienti potenzialmente infetti; la valutazione fatta in questo caso deve tenere conto del fatto che l’operatore non è consapevole delle caratteristiche dell’agente biologico e quindi le misure si devono basare su un esposizione possibile e non certa come nel primo caso. Infine l’esposizione accidentale è quella derivante da un evento non previsto; questa esposizione deve essere valutata nell’ipotesi delle gestione delle emergenze e potrebbe coinvolgere anche personale non specificamente istruito a gestire un rischio biologico.

Le aziende ove sia previsto l’impiego di agenti biologici con rischi per la popolazione, per l’ambiente e per gli operatori devono quindi adottare adeguate misure di prevenzione e protezione; in linea generale si tratta di:

  • Barriere di protezione primaria, intese come le misure rivolte a evitare l’esposizione dell’operatore professionale;
  • Barriere di protezione secondaria, intese come le misure necessarie a evitare la dispersione in ambiente dell’agente biologico, sia in condizioni di normale attività che durante le situazioni di emergenza.

COVID-19 e l’aggiornamento del DVR

COVID-19 e l’aggiornamento del DVR

Febbraio 25, 2020

In tema di prevenzione sui luoghi di lavoro, riguardo il Nuovo Coronavirus COVID-19 è importante provvedere all’aggiornamento del Documento di Valutazione dei Rischi, e nel dettaglio provvedere all’aggiornamento del rischio biologico. Con riferimento al D. Lgs. 81/08, si ricorda che il Datore di Lavoro ha la responsabilità di tutelare i lavoratori dal rischio biologico, in collaborazione con il Medico competente. Sarebbe inoltre opportuno adottare alcune misure di prevenzione e protezione come ad esempio dotare i lavoratori di Dispositivi di Protezione Individuale (DPI) quali guanti e mascherine, installare un erogatore di gel igienizzante e la pulizia di tutte le superfici di lavoro. Ulteriori misure di prevenzione possono essere prese per tutelare la salute dei lavoratori, come ad esempio, ove possibile, promuovere il lavoro da remoto (c.d smart working).

In caso di soggetto con sospetta infezione il datore di lavoro deve informare il Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione (RSPP) e il Medico competente, il quale è tenuto ad avvisare le autorità sanitaria locale. Infine il datore di lavoro è obbligato ad annullare ogni eventuale trasferta o transito nelle zone di rischio.

Le dieci regole da seguire

Le dieci regole da seguire

Febbraio 25, 2020

Il Ministero della Salute e L’Istituto Superiore di Sanità hanno emanato delle istruzioni operative e misure di Igiene personale per prevenire e contenere il Nuovo Coronavirus COVID-19, racchiusi in dieci punti:

  1. Lavare spesso le mani
  2. Evitare il contatto ravvicinato con persone che soffrono di infezioni respiratorie acute
  3. Non entrare in contatto con occhi, bocca e naso con le mani
  4. Coprire bocca e naso in caso di tosse o starnuto
  5. Non assumere farmaci antivirali o antibiotici se non su precisa prescrizione medica
  6. Pulire le superfici con disinfettanti a base di cloro o alcol
  7. Utilizzo della mascherina solo se si sospetta di essere malati o si presta assistenza a persone malate
  8. I prodotti MADE IN CHINA e i pacchi derivanti dalla Cina non sono pericolosi
  9. Contattare il numero verde gratuito 1500 in caso di febbre o in caso di viaggio di ritorno dalla Cina da meno di 14 giorni
  10. Gli animali da compagnia non diffondono il coronavirus

È importante osservare tali misure di prevenzione per garantire e proteggere la nostra salute e quella di chi ci sta intorno.

SCARICA L’OPUSCOLO DEL MINISTERO

Sospensione temporanea delle formazioni interaziendali

Sospensione temporanea delle formazioni interaziendali

Febbraio 24, 2020

Si avvisa che, in riferimento all’evolversi della diffusione del Coronavirus, al fine di tutelare la salute di clienti, fornitori, dipendenti e collaboratori, tutte le attività formative  INTERAZIENDALI sono temporaneamente sospese fino a data da definirsi, ad eccezione dei corsi a distanza.

Si precisa che anche Regione Lombardia ha previsto un’ordinanza in cui sono previsti:

  1. la sospensione di manifestazioni o iniziative di qualsiasi natura, di eventi e di ogni forma di riunione in luogo pubblico o privato, anche di carattere culturale, ludico, sportivo e religioso, anche se svolti in luoghi chiusi aperti al pubblico;
  2. la sospensione dei servizi educativi dell’infanzia e delle scuole di ogni ordine e grado, nonché della frequenza delle attività scolastiche e di formazione superiore, corsi professionali, master, corsi per le professioni sanitarie e università per gli anziani ad esclusione degli specializzandi e tirocinanti delle professioni sanitarie, salvo le attività formative svolte a distanza;
  3. la sospensione dei servizi di apertura al pubblico dei musei e degli altri istituti e luoghi della cultura.

Confidando che tutte le attività possano ricominciare nel più breve tempo possibile, vi terremo informati sulla ripresa delle normali attività formative.

Precisiamo inoltre, che gli uffici manterranno gli abituali orari di apertura. 

Informativa istituzionale D.L. n.6 del 23 febbraio 2020​

Informativa istituzionale D.L. n.6 del 23 febbraio 2020​

Febbraio 24, 2020

Stiamo seguendo costantemente gli sviluppi in merito alla diffusione del Coronavirus e le indicazioni fornite dalle Autorità pubbliche competenti.

È nostro compito fare chiarezza sulla situazione attuale che ci sta interessando; il Nuovo Coronavirus (COVID-19) appartenente alla famiglia dei Coronavirus, la cui infezione può causare sintomi lievi come raffreddore, mal di gola, tosse e febbre, oppure sintomi più severi quali polmonite e difficoltà respiratorie.

È un virus che si diffonde principalmente attraverso il contatto stretto con una persona malata e attraverso la veicolazione di particelle aeree dei soggetti infetti (ad esempio attraverso la saliva derivata da tosse o starnuto).

In merito a ciò è stato varato il Decreto Legge n. 6 del 23 febbraio 2020 con il quale sono state prese misure di contenimento. Di seguito riportiamo alcuni punti del D.L. 6/2020:

  • il divieto di allontanamento e quello di accesso al Comune o all’area interessata (nei comuni o nelle aree nei quali risulta positiva almeno una persona per la quale non si conosce la fonte di trasmissione o comunque nei comuni ove è un caso non riconducibile ad una persona proveniente da un’area già interessata dal contagio del menzionato virus);
  • la sospensione dei servizi educativi dell’infanzia e delle scuole e dei viaggi di istruzione;
  • l’applicazione della quarantena con sorveglianza attiva a chi ha avuto contatti stretti con persone affette dal virus e la previsione dell’obbligo per chi ha fatto ingresso in Italia da zone a rischio epidemiologico di comunicarlo al Dipartimento di prevenzione dell’azienda sanitaria competente, per l’adozione della misura di permanenza domiciliare fiduciaria con sorveglianza attiva;
  • la sospensione dell’attività lavorativa per alcune tipologie di impresa e la chiusura di alcune tipologie di attività commerciale;
  • la limitazione all’accesso o la sospensione dei servizi del trasporto di merci e di persone, salvo specifiche deroghe;

A titolo informativo riportiamo il link del Decreto Legge n.6 del 23 febbraio 2020

La gestione del lavoro in spazi confinati

La gestione del lavoro in spazi confinati

Febbraio 18, 2020

Per spazio confinato o ambiente sospetto d’inquinamento si intende un’area di lavoro caratterizzata da limitate aperture d’accesso e da una ventilazione naturale sfavorevole, dove può verificarsi un evento incidentale importante a causa della presenza di gas tossici, infiammabili o della carenza di ossigeno. In generale si tratta di un’area nella quale si opera in condizioni di rischio latente o dalla quale uscire, durante un’emergenza, potrebbe rivelarsi difficoltoso (come ad esempio cunicoli, pozzetti fognari, serbatoi, camere d’ispezione, ecc.). Negli ultimi dieci anni si sono verificati oltre 40 incidenti mortali negli ambienti sospetti di inquinamento o confinati; di conseguenza un efficace modello di gestione può fornire indicazioni e modalità operative per l’esecuzione in sicurezza delle attività da realizzare all’interno degli spazi confinati o ambienti sospetti di inquinamento.

Un modello di gestione efficace dovrebbe rispondere ai seguenti requisiti:

  • utilizzo degli autorespiratori, in caso di interventi in emergenza;
  • sistema di comunicazione in grado di avvertire l’addetto alle emergenze in caso di allarme, come ad esempio il motion alert, il quale tramite un sensore attiva un allarme sonoro se il lavoratore rimane immobile per più di 30 secondi;
  • attivare le misure di primo soccorso, se l’infortunato non respira o non è cosciente e in ogni caso richiedere l’intervento del numero unico per le emergenze 112;
  • il personale di sorveglianza deve utilizzare l’argano manuale del treppiede per estrarre dallo spazio confinato il lavoratore in difficoltà.

Requisiti igienici ideali nel luogo di lavoro

Requisiti igienici ideali nel luogo di lavoro

Febbraio 11, 2020

In tema di Igiene aziendale è utile sapere che il D.lgs 81/08 all’Allegato IV Comma 1, indica quelli che devono essere i requisiti igienici  e strutturali che ogni ambiente lavorativo deve rispettare:

  • La pulizia dei locali di lavoro deve essere eseguita, ove possibile, fuori dall’orario di lavoro, in modo da ridurre al minimo il sollevamento della polvere dell’ambiente;
  • Nei luoghi di lavoro chiusi è necessario che dispongano di aria salubre in quantità sufficiente, preferibilmente con aria naturale e ove non possibile con impianti di areazione. Qualora vi siano impianti di areazione, essi devono essere revisionati periodicamente e il loro funzionamento deve essere garantito onde evitare un pericolo per la salute dei lavoratori;
  • La temperatura dell’ambiente di lavoro deve essere adeguata all’organismo umano durante il tempo di lavoro. Quando non è possibile modificare la temperatura di tutto l’ambiente si deve intervenire con misure di protezioni individuali contro le temperature troppo alte o troppo basse;
  • Gli ambienti, i posti di lavoro e i passaggi devono essere illuminati con luce naturale o artificiale in modo da assicurare una sufficiente visibilità;

Inoltre per quanto concerne tutte le attività lavorative legate al mondo alimentare e alla manipolazione degli alimenti, il Regolamento CE n. 852/2004 promuove l’elaborazione dei Manuali di corretta prassi operativa e di applicazione dei principi del sistema HACCP . I primi sono delle linee guida che permettono all’Operatore del Settore Alimentare di identificare e descrivere tutti i processi produttivi dell’attività in questione e dei pericolo e rischi annessi. Mentre l’HACCP (Hazard Analysis and Critical Control Point) è un sistema che permette di applicare l’autocontrollo in maniera organizzata.

Come prenderti cura dei tuoi apparecchi a gas

Come prenderti cura dei tuoi apparecchi a gas

Febbraio 6, 2020

La pubblicazione del D.P.R 6 agosto 2019 n.121 completa il pacchetto di provvedimenti di adeguamento alla regolamentazione nazionale alle disposizioni comunitarie sugli apparecchi a gas (identificato con l’acronimo Gar: Gas appliances regulation), insieme alla legge n.1083 del 1971, modificata dal D.lgs n.23 del 21 febbraio 2019.

Proprio quest’ultimo con l’Art. 2 introduce delle novità rispetto alla legge del 1971, riguardo le sanzioni: nel dettaglio viene revocato il reato penale mentre permane e viene adeguata alle varie anomalie e soggetti responsabili, la sanzione amministrativa:

I tre requisiti per i dispositivi di protezione

I tre requisiti per i dispositivi di protezione

Febbraio 6, 2020

Il D. Lgs. 81/08 definisce i Dispositivi di Protezione Individuale come “qualsiasi attrezzatura destinata ad essere indossata e tenuta dal lavoratore allo scopo di proteggerlo contro uno o più rischi suscettibili di minacciarne la sicurezza o la salute durante il lavoro, nonché ogni complemento o accessorio destinato a tale scopo” (Art. 74). In riferimento alla definizione espressa dalla normativa, i D.P.I. devono possedere dei requisiti di carattere generale:

• Essere adeguati ai rischi professionali e alle caratteristiche dell’attività lavorativa e del luogo di lavoro (definita come adeguatezza intrinseca);

• Rispettare le esigenze ergonomiche, poiché la protezione di una parte del corpo non deve implicare un aumento dello sforzo psicofisico del lavoratore;

• Assicurare l’adattabilità individuale al singolo utilizzatore, garantendo la protezione in relazione alle caratteristiche personali di ogni lavoratore, tenendo conto ad esempio di eventuali malformazioni o disfunzioni fisiche.

Quando è necessario redigere il Piano e/o le Procedure di emergenza?

Quando è necessario redigere il Piano e/o le Procedure di emergenza?

Febbraio 6, 2020

Per piano di emergenza si intende un prospetto di regole che stabiliscono le azioni ed i comportamenti da mettere in atto nel caso si concretizzi un rischio in una situazione di emergenza. La finalità del piano di emergenza (per approfondire visita la sezione prevenzione incendi) ed evacuazione è di assicurare che, in caso di emergenza, il personale addetto e presente sia in grado di pianificare, coordinare ed eseguire tutte le operazioni da compiere.
La procedura di emergenza ha lo scopo di descrivere le operazioni necessarie da eseguire in caso di incendio e/o evacuazione generale del condominio, da parte delle persone occupanti lo stabile.