8 Marzo: Giornata internazionale dei diritti della Donna

8 Marzo: Giornata internazionale dei diritti della Donna

Marzo 8, 2020

Ogni anno l’8 Marzo si celebra la Giornata internazionale dei diritti della donna, per ricordare tutte le conquiste, ma anche le discriminazioni e violenze di cui le donne sono state e sono vittime. Proprio in riferimento a questa festa, vogliamo approfondire un argomento che negli ultimi anni ha richiamato l’attenzione di diverse aziende, cioè: le differenze di genere sul luogo di lavoro e la corretta valutazione dell’impatto del genere sulla gestione dei rischi. Tra gli aspetti che influenza la corretta gestione dei rischi sul luogo di lavoro, le differenze di genere rappresentano un tema sempre più rilevante e sempre meno trascurabile. In concreto, in che forma si presentano le differenze di genere?

  • Gli uomini e le donne possono essere esposti a rischi diversi.

  • Gli uomini e le donne possono rispondere in modo diverso alla stessa esposizione al rischio.

  • Differenti ruoli sociali e relativi carichi possono in qualche modo influenzare l’esposizione ai rischi lavorativi.

Questo significa che le differenze di genere includono diversità di natura sociale. In particolare, secondo le diverse ricerche condotte sulla diversità di genere all’interno di vari contesti culturali, le donne: sono chiamate più degli uomini allo svolgimento di determinate funzioni lavorative; tentano di mantenere l’equilibrio tra dimensione professionale e quella familiare; sono presenti in numero inferiore rispetto agli uomini nei management aziendali e sono impegnate in attività lavorative considerate sicure e facili. Un ambiente di lavoro, nel quale le differenze di genere sono valutate correttamente e gestite, presenta importanti vantaggi sia per l’azienda che per il lavoratore, poiché comporta:

  • un sensibile incremento nella capacità di gestire e affrontare il rischio, la cui esposizione e maggiormente calibrata sulle caratteristiche specifiche del soggetto.

  • una riduzione dello stress lavoro correlato individuale, normalmente causato dallo squilibrio tra proprietà soggettive e tipologia di rischio.

  • Un significativo aumento nella spinta dell’innovazione, favorita dal maggior equilibrio nella composizione dei team di lavoro.

Le differenze di genere rientrano nella più ampia questione della valutazione e gestione dei rischi emergenti:

  • Invecchiamento

  • Aggressioni sul lavoro

  • Rischi psico-sociali (stress lavoro correlato, molestie e violenze)

Purtroppo tali rischi sono sempre più diffusi nelle organizzazioni, basti pensare al rischio età o al problema delle aggressioni per tutti i lavoratori che operano a stretto contatto con il pubblico. Nonostante il crescente interesse, però, non sono poche le aziende e gli enti che hanno finora trascurato o non adeguatamente valutato l’impatto di questi rischi sulla salute dei lavoratori e di riflesso sulla produttività dell’organizzazione nel suo complesso. Porgendo a tutte le donne i migliori auguri per questa giornata, il nostro pensiero va anche alle associazioni, agli enti e chiunque s’impegni e lotti ogni giorno affinché la differenza di genere si possa ridurre sempre più in ogni ambito.

La formazione a distanza

La formazione a distanza

Marzo 5, 2020

La Formazione a distanza è l’insieme delle attività didattiche svolte all’interno di un progetto di formazione che prevede la non compresenza di docenti e discenti nello stesso luogo, tramite l’utilizzo di dispositivi informatici e sistemi di formazione manageriale (LMS – Learning Management System).

I vantaggi della formazione a distanza sono:

  • lo svolgimento di una lezione nonostante l’assenza di un luogo fisico come l’aula tradizionale;
  • riduzione dei costi rispetto a una lezione frontale tradizionale;
  • permette l’utilizzo di una parte di formazione tramite on-demand, semplificando l’utilizzo da parte di studenti e lavoratori;
  • non c’è alcun vincolo legato al tempo e al luogo della lezione.

In riferimento all’evolversi della diffusione del Coronavirus, al fine di tutelare la salute di clienti, fornitori, dipendenti e collaboratori, tutte le attività formative INTERAZIENDALI sono temporaneamente sospese fino a data da definirsi, ad eccezione dei corsi a distanza.

Di fronte a questa situazione, non vogliamo smettere con il nostro obiettivo: “diffondere la cultura della sicurezza nella tua azienda”. Visita la nostra piattaforma FADform e i corsi online.

Approfondimento sulle norme ISO 9001:2015

Approfondimento sulle norme ISO 9001:2015

Marzo 5, 2020

Con il termine ISO 9000 si identifica una serie di normative e linee guida sviluppate dall’Organizzazione Mondiale per la normazione (International Organization for Standardization) che definiscono i requisiti per la realizzazione, all’interno di un’organizzazione, di un sistema di gestione della qualità, con l’obiettivo di condurre i processi aziendali, migliorare l’efficacia e l’efficienza del prodotto e nell’erogazione del servizio, ottenere e incrementare la soddisfazione del cliente.

La norma ISO 9001Sistemi di gestione per la qualità – Requisiti” definisce i requisiti di un sistema di gestione per la qualità per un’organizzazione. I requisiti espressi sono di carattere generale e possono essere implementati da ogni tipo di organizzazione. La ISO 9001 è la normativa di riferimento per chi vuole sottoporre a controllo qualità il proprio processo produttivo in modo ciclico, partendo dalla definizione dei requisiti, espressi e no, dei clienti e arrivando fino al monitoraggio di tutto il percorso/processo produttivo.

Inserendo il tema della norma ISO 9001:2015 all’interno dello scenario attuale, considerando la minaccia derivante dalla diffusione del Coronavirus, le aziende soggette alla norma tecnica dovranno effettuare una Valutazione del Rischio, poiché la suddetta norma stabilisce le modalità di gestione del rapporto fornitore-cliente.

Ponendo l’esempio di un’organizzazione localizzata in un’area contagiata, è necessaria una valutazione del:

  • Pericolo: classificando l’area come focolaio di infezione da Coronavirus;
  • Rischio: impedimento alla fornitura dei clienti – successivamente verrà fatta una valutazione in base al metodo scelto (come ad esempio PxD – Probabilità e Gravità);
  • Contesto: in ambito commerciale-marketing;
  • Parti interessate: quali ad esempio clienti, fornitori, azionisti o proprietà, dipendenti, concorrenti in quanto potrebbero avere un’opportunità se collocati al di fuori dell’area critica.

Successivamente bisognerebbe analizzare le azioni intraprese e quelle da intraprendere, come ad esempio il monitoraggio dell’epidemia, in modo tale da permettere una tempestiva gestione del rischio.

Novità per l’aggiornamento del DVR

Novità per l’aggiornamento del DVR

Marzo 4, 2020

In seguito allo sviluppo dell’epidemia da Coronavirus, molti Datori di Lavoro si sono domandati se fosse necessario aggiornare il Documento di Valutazione dei Rischi, e nello specifico aggiornare il Rischio Biologico. Proveremo a fare un po’ di chiarezza.

Nella valutazione del rischio biologico viene analizzato il tipo di attività svolta e se questa espone o meno i lavoratori direttamente all’agente biologico. L’esposizione diretta, che possiamo definire professionale, è quella a cui sono soggetti tutti quei lavoratori che manipolano o fanno un uso deliberato degli agenti patogeni: ne sono un esempio i lavoratori che operano nelle strutture sanitarie o gli addetti dell’industria farmaceutica. A questi tipi di attività è richiesto l’aggiornamento del DVR.

Inoltre, l’Art. 271 del D.lgs 81/08 Comma 4 specifica che per tutte quelle attività citate a titolo esemplificativo nell’allegato Allegato XLIV, il Datore di Lavoro può prescindere dalle disposizioni di cui agli artt. 273, 274 commi 1 e 2, 275 comma 3, 279, qualora i risultati della valutazione dimostri che l’attuazione di tali misure non sia necessaria: esempio di tali attività è attività negli impianti delle acque reflue.

In sintesi, se non c’è uso deliberato o non si rientra tra le categorie presenti nel suddetto allegato, la Valutazione del Rischio non va aggiornata poiché il Nuovo Coronavirus COVID-19 va compreso tra i rischi di valenza sociale e non professionale, altrimenti sarebbe necessario aggiornare il DVR per ogni altra patologia ad esposizione sociale (come ad esempio l’influenza).

Lavoro agile: I benefici dello smart working

Lavoro agile: I benefici dello smart working

Marzo 3, 2020

Il lavoro agile è definito dal nostro ordinamento, all’interno della Legge n. 81/2017, come una modalità di esecuzione del rapporto di lavoro, senza precisi vincoli d’orario, con il possibile utilizzo di strumenti tecnologici per lo svolgimento dell’attività lavorativa (Capo II Art. 18). È una modalità che aiuta il lavoratore a conciliare i tempi di vita e di lavoro, e allo stesso tempo, favorire la crescita della produttività.

Secondo l’Osservatorio del Politecnico di Milano, lo Smart Working produce un incremento della produttività del 15% per ogni lavoratore, che a livello Nazionale potrebbe comportare un ricavo di circa 13,7 miliardi di Euro di benefici complessivi. Per un lavoratore anche una sola giornata di Smart Working in una settimana, potrebbe far risparmiare in media 40 ore di spostamenti in un anno; oltre a un guadagno sia di tempo che di qualità della vita, grazie allo stress evitato durante il tragitto casa-lavoro, si verifica anche un guadagno in termini ambientali, in quanto si determinerebbe una riduzione di CO2 pari a 135 Kg in un anno.

Nell’ultimo periodo, a causa dell’epidemia da Coronavirus, il tema dello Smart Working è stato ripreso anche dal Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 25 febbraio 2020, il quale introduce una proroga del periodo di Smart Working preventivo, fino al 15 marzo 2020 per i Lavoratori residenti o domiciliati e Datori di Lavoro aventi sede legale o operativa nelle Regioni Emilia-Romagna, Friuli-Venezia Giulia, Lombardia, Piemonte, Veneto e Liguria.

Quindi, oltre a essere una misura preventiva per evitare o comunque contenere il contagio di un’epidemia come quella da Coronavirus, può essere uno strumento utile per le attività lavorative che prevedono mansioni da ufficio, in quanto l’utilizzo dello stesso può comportare benefici:

  •  all’azienda, in termini di produttività oltre che di risparmio dal punto di vista energetico e gestionale
  • al lavoratore il quale vede ridursi lo stress causato dallo spostamento verso il luogo di lavoro (sia esso con mezzi pubblici o mezzo personale) e di conseguenza acquisisce più motivazione nei compiti da svolgere.

Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 1 marzo 2020

Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 1 marzo 2020

Marzo 2, 2020

Con il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 1 Marzo 2020 sono state integrate alcune disposizioni al precedente Decreto Legge n. 6 del 23 febbraio 2020, tra le quali menzioniamo:

  • sospensione delle attività degli uffici pubblici, fatta salva l’erogazione dei servizi essenziali e di pubblica utilità, secondo le modalità e i limiti indicati con provvedimento del prefetto territorialmente competente, per tutti i comuni presenti nell’allegato 1 del suddetto decreto racchiusi nella cosiddetta “zona rossa” (art. 1 comma g);
  • sospensione dei servizi di trasporto di merci e di persone, terrestre, ferroviario, nelle acque interne e pubblico locale, anche non di linea, con esclusione del trasporto di beni di prima necessità e deperibili e fatte salve le eventuali deroghe previste dai prefetti territorialmente competenti (art.1 comma k);
  • sospensione delle attività lavorative per le imprese, ad esclusione di quelle che erogano servizi essenziali e di pubblica utilità, ivi compresa l’attività veterinaria, nonché di quelle che possono essere svolte in modalità domiciliare ovvero in modalità a distanza. Il prefetto, d’intesa con le autorità competenti, può individuare specifiche misure finalizzate a garantire le attività necessarie per l’allevamento degli animali e la produzione di beni alimentari e le attività non differibili in quanto connesse al ciclo biologico di piante e animali (art.1 comma l);
  • sospensione dello svolgimento delle attività lavorative per i lavoratori residenti o domiciliati, anche di fatto, nel comune o nell’area interessata, anche ove le stesse si svolgano fuori da uno dei comuni di cui all’allegato 1 (art. 1 comma m);
  • il personale sanitario si attiene alle appropriate misure di prevenzione per la diffusione delle infezioni per via respiratoria previste dall’Organizzazione mondiale della sanità e applica le indicazioni per la sanificazione e la disinfezione degli ambienti previste dal Ministero della salute (art. 3 comma a);
  • le aziende di trasporto pubblico anche a lunga percorrenza adottano interventi straordinari di sanificazione dei mezzi (art. 3 comma e);

In sintesi, i comuni presenti nell’allegato 1 sono: Bertonico, Casalpusterlengo, Castelgerundo, Castiglione d’Adda, Codogno, Fombio, Maleo, San Fiorano, Somaglia, Terranova dei Passerini, Vò.

Tutte le disposizioni del suddetto decreto sono valide fino all’8 marzo.