Approfondimento del “Decreto Rilancio” sulla Sorveglianza sanitaria

Approfondimento del “Decreto Rilancio” sulla Sorveglianza sanitaria

Maggio 28, 2020

Il nuovo “Decreto Rilancio” introduce misure urgenti per la salute, il sostegno alle politiche sociali, per il lavoro e per l’economia per far fronte all’emergenza data da COVID-19.

All’Art. 83 il Legislatore ha voluto evidenziare la necessità di inserire un focus sull’importanza, nei luoghi di lavoro, del Medico Competente. Per questo motivo, nel periodo di Emergenza Sanitaria COVID-19, estende a tutti i tipi di attività, a prescindere dal rischio lavorativo presente, la necessità della presenza del Medico Competente. Pur richiamando in questo modo una figura importante del D.Lgs. 81/08, lo stesso non avrà il compito di applicare quanto previsto dal D.Lgs. stesso, nello specifico gli artt. 25, 39, 40 e 41, dovrà essere a disposizione del Datore di Lavoro e dei Lavoratori al fine di supportare le scelte organizzative e rendersi disponibile per quei lavoratori che ne dovessero richiedere consulto.

A titolo informativo di seguito riportiamo quanto indicato dall’Art. 83 del D.L. Rilancio:

per lo svolgimento in sicurezza delle attività produttive e commerciali, la sorveglianza sanitaria eccezionale dei lavoratori maggiormente esposti a rischi di contagio in ragione di determinati fattori, derivanti anche da patologia COVID-19. Per quei datori per i quali non è previsto l’obbligo di nominare il medico competente per l’effettuazione della sorveglianza sanitaria eccezionale – che ha origine dall’emergenza sanitaria COVID-19 – può essere richiesta dal datore ai servizi territoriali dell’INAIL che vi provvedono con i propri medici del lavoro solo per il periodo emergenziale. Viene statuito poi che l’inidoneità alla mansione non può in ogni caso giustificare il recesso del datore di lavoro dal contratto di lavoro”.

Ordinanza di Regione Lombardia del 17 maggio 2020

Ordinanza di Regione Lombardia del 17 maggio 2020

Maggio 26, 2020

Lo scorso 17 maggio è stata firmata un’Ordinanza di Regione Lombardia, che integra le misure approvate dal D.P.C.M. dello stesso giorno. Quest’ultimo disciplina gli spostamenti delle persone fisiche, le modalità di svolgimento delle attività economiche, produttive e sociali. Per informazioni specifiche su ulteriori disposizioni è disponibile il documento dell’Ordinanzna n.54.

L’Ordinanza avrà validità fino a questa domenica 31 maggio.

Nuove misure di sicurezza per le attività legate alla cura della persona​

Nuove misure di sicurezza per le attività legate alla cura della persona​

Maggio 20, 2020

In seguito all’emergenza da Coronavirus molte attività lavorative, tra cui quelle legate alla cura della persona, hanno dovuto adottare azioni e procedure contenitive che hanno portato, tra le altre cose, alla sospensione temporanea degli esercizi. La sospensione si è resa necessaria proprio a causa del modus operandi di queste attività professionali, che sono legate da un contatto stretto con il cliente.
Dopo la riapertura delle attività del 18 maggio, tutte le realtà interessate devono adottare le strategie di prevenzione indicate dal Documento tecnico su ipotesi di rimodulazione delle misure contenitive del contagio da SARS-CoV-2 nel settore della cura della persona: servizi dei parrucchieri e di altri trattamenti estetici di Maggio 2020 dell’INAIL. Per quanto riguarda l’attività di parrucchieri e barbieri all’interno del documento sono suddivise:

  • Misure organizzative generali: quali ad esempio riorganizzazione del layout del locale con segnalazione delle zone di passaggio e delle zone di attesa, limitare il numero delle persone nel locale, garantire il distanziamento, in caso di prenotazione possibilmente specificare il tipo di trattamento richiesto;
  • Fasi di prenotazione, accoglienza e conclusione del servizio: ad esempio informare il cliente in fase di prenotazione circa la necessità di osservare alcune precauzioni prima di recarsi nel locale, ove possibile preferire il pagamento elettronico per evitare di manipolare denaro contante;
  • Fasi di svolgimento dell’attività: ad esempio in caso di taglio e acconciatura è necessario procedere al lavaggio dei capelli, fornire al cliente mantelle monouso o in caso di mantelle lavabili devono essere lavate a 60 °C per almeno 30 minuti

A differenza dei parrucchieri e barbieri, l’estetista lavora generalmente in ambienti separati e singoli e le prestazioni tipiche prevedono già misure di prevenzione del rischio di agenti biologici alla quale ci si deve attenere nello svolgimento della normale attività professionale; tra le misure di prevenzione si ricorda:

  • Durante i trattamenti estetici i pannelli della cabina dovranno rimanere chiusi;
  • Sono vietati l’uso della sauna e della vasca idromassaggio;
  • Al termine di ciascuna sessione vanno rimossi, con i guanti, tutti i materiali monouso utilizzati durante l’intero trattamento (pellicole, lenzuolini monouso, ecc.);
  • Pulire e disinfettare tutte le superfici della cabina estetica alla fine di ogni trattamento, utilizzando prodotti idroalcolici o a base di cloro secondo le indicazioni fornite dal Ministero della Salute e dal rapporto ISS Covid-19 n.19/2020;
  • Prima di far entrare il cliente successivo, bisogna far arieggiare i locali.

Decreto del Presidente del Consiglio 17 maggio 2020

Decreto del Presidente del Consiglio 17 maggio 2020

Maggio 18, 2020

Domenica 17 maggio 2020, è stato firmato il nuovo D.P.C.M. del 17 maggio 2020 per il contenimento dell’emergenza epidemiologica da Covid-19, entrato in vigore dal 18 maggio. Sono state apportate anche ulteriori disposizioni in materia di sicurezza e salute sul luogo di lavoro. E’ disponibile il documento completo, per leggerlo clicca qui sotto:

Sanzioni al datore di lavoro per mancata valutazione del rischio

Sanzioni al datore di lavoro per mancata valutazione del rischio

Maggio 13, 2020
Come è ormai chiaro a tutti il Coronavirus rappresenta un grosso rischio per la salute. Nei luoghi di lavoro questo pericolo rappresenta oggi uno degli elementi di approfondimento importanti, considerando che sino ad oggi nella valutazione dei rischi difficilmente l’analisi e la conseguente valutazione contemplava possibili epidemie, se non in limitate tipologie di Attività Aziendali. Oggi invece ci troviamo, da questo punto di vista, davanti a un cambiamento importante della visione della valutazione, perché ci si è resi conto che con il Covid 19 sarà necessario, applicando le logiche del D.Lgs. 81/08, in maniera specifica la definizione dell’Art. 28, indica che la valutazione del rischio deve riguardare tutti i rischi, considerando il Rischio Biologico in tutte le Attività lavorative. Tale obbligo oggi è stato avvalorato sia da INAIL che da due sentenze, che hanno stabilito che il contagio da Covid 19 è a tutti gli effetti da considerarsi come infortunio sul lavoro, se lo stesso avviene sul luogo di lavoro. È fondamentale che i Datori di Lavori siano consapevoli che questo cambiamento aumenta e non di poco le responsabilità, considerando che l’inosservanza di tale aspetto legislativo, quindi, come indicato dall’art. 271 del D.Lgs. 81/08, effettuare una valutazione specifica sul rischio biologico, potrebbe comportare l’applicazione dell’Art. 282 comma 1 del medesimo decreto e quindi il Datore di Lavoro è punibile con l’arresto da tre a sei mesi o con l’ammenda da 2.500 a 6.400 euro

La fase 2 e gli amministratori condominiali

La fase 2 e gli amministratori condominiali

Maggio 7, 2020

Con l’inizio della Fase 2, molte attività sono tornate operative. Tra queste rientrano le attività professionali, come per esempio quelle degli amministratori di condominio, che dopo aver subito il fermo operativo, hanno ripreso lo svolgimento delle proprie mansioni. Ricordiamo che, come citato dall’articolo 2, comma 2, del D.P.C.M. 26 aprile 2020, qualsiasi attività, anche se sospesa, può continuare ad essere esercitata se organizzata in modalità a distanza o lavoro agile.

Fra le funzioni dell’Amministratore condominiale all’interno dell’attuale contesto, ricordiamo che può segnalare ai residenti se si sono verificati dei casi di persone accertate positive al Covid-19, senza condividere i nominativi, provvedendo successivamente alla sanificazione degli ambienti condominiali.

In merito alla sanificazione è utile precisare che il Ministero della Salute ha affermato che i virus possono resistere sulle superfici, ma possono essere efficacemente inattivati con adeguate procedure di sanificazione: bisogna prestare quindi particolare attenzione alle superfici toccate più frequentemente dalle persone come muri, porte, finestre e vani ascensore. L’amministratore deve quindi preoccuparsi di far effettuare scrupolosamente la pulizia delle parti comuni dell’edificio e degli impianti in esso installati.

Infortunio sul lavoro: causa COVID-19

Infortunio sul lavoro: causa COVID-19

Maggio 6, 2020

È notizia di qualche giorno fa, il primo riconoscimento di un infortunio sul lavoro causa Covid-19.

“L’INAIL ha riconosciuto come infortunio sul lavoro, il caso di una guardia giurata contagiata dal coronavirus in servizio. L’uomo, 40 anni, di Lodi, delegato locale del sindacato Supu (Sindacato unitario personale in uniforme) ha lavorato sin dai primi giorni dell’emergenza all’Ospedale Maggiore”. Come spiegato dall’avvocato, che ha seguito il caso dell’infortunato, “è stato un risultato importante perché fino ad oggi solo agli operatori sanitari veniva riconosciuto dall’INAIL l’infortunio sul lavoro per contagio da Coronavirus.”[1]
La vicenda quindi crea un precedente.
L’INAIL già in precedenza, grazie alla circolare n.13 del 3 aprile 2020, aveva fornito le indicazioni sulle prestazioni garantite in caso di contagio di origine professionale. All’interno della circolare vengono indicati come destinatari della tutala dapprima gli operatori sanitari, esposti a un elevato rischio di contagio.

Per tali operatori vige la presunzione semplice di origine professionale, considerata l’elevata probabilità che gli operatori sanitari vengano a contatto con il Coronavirus.
Successivamente a una condizione di elevato rischio possono essere ricondotte anche altre attività lavorative, che comportano il costante contatto con il pubblico, come ad esempio:

  • Lavoratori in front-office
  • Lavoratori alla cassa
  • Operatori non sanitari operanti all’interno degli ospedali con mansioni tecniche
  • Operatori del trasporto degli infermi
  • Operatori delle pulizie

Anche per queste categorie vige il principio della presunzione semplice valido per gli operatori sanitari.

 

 

[1] Articolo di Carlo D’Elia “Coronavirus, vigilante dell’ospedale di Lodi si contagia: è infortunio sul lavoro” de “Il Giorno-Lodi” del 1° maggio 2020