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Il ruolo del Medico competente nel rientro dopo la malattia del lavoratore

Luglio 2, 2020

Normalmente la visita medica da parte del medico competente aziendale per accertamento dello stato di salute di un lavoratore malato parte dopo 60 giorni continuativi di malattia, in modo da poter accertare lo stato di salute del dipendente e la compatibilità con la mansione svolta. Dopo meno di 60 giorni di malattia invece, basta richiedere una richiesta scritta di visita medica al medico competente come descritto da art. 41 comma 2 c) del D.Lgs. 81/08.

Il lavoratore positivo ricoverato in ospedale, quando viene dimesso riceve indicazioni dall’ospedale di mantenere la quarantena e di non rientrare al lavoro fino a quando il controllo del tampone non risulti negativo. Il lavoro considerato contatto stretto che termina il periodo di isolamento domiciliare senza sintomi può essere riammesso al lavoro senza ulteriori controlli.

Il soggetto che ha manifestato sintomi, ma che non ha effettuato il primo tampone per impossibilità a recarsi in ospedale per condizioni cliniche o altra motivazione, effettua comunque un tampone di controllo prima del rientro, le procedure successive si basano sugli esiti del controllo.

Esito positivo:

  • prosegue la quarantena
  • ripete il tampone ogni 7 giorni finché non risulterà negativo (conferma di due tamponi negativi a distanza di 24h)

Esito negativo:

  • ripete il tampone dopo 24 ore
  • se confermato il tampone negativo può rientrare in servizio

L’autorizzazione al rientro viene fornita nel caso specifico dal medico competente utilizzando apposita modulistica rilasciata al dipendente.

Fonte: Fondazione Irccs <<Ca’ Granda Ospedale Maggiore Policlinico Milano>> – <>

Fonte: Ambiente&Sicurezza n.06 giugno 2020 pg. 40-41