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Il rapporto tra il Datore di lavoro e RSPP

Luglio 8, 2020
Le due figure del Datore di Lavoro e del Responsabile dei Servizio di Prevenzione e Protezione sono chiamate a cooperare strategicamente. La collaborazione fra i due è motivata dal grado di complessità tecnica degli adempimenti come la redazione del Documento di Valutazione dei Rischi. Il RSPP designato ha responsabilità consultiva, imputabile ogni qualvolta adotti un comportamento di imperizia, negligenza, imprudenza o inosservanze di leggi e discipline, inducendo così il datore di lavoro ad omettere l’adozione di una doverosa misura prevenzionistica. Nonostante questo, il D. Lgs. 81/08 ci ricorda che “non è prevista una sanzione penale specifica per il RSPP”. Dunque, il profilo di responsabilità (penale) fa capo esclusivamente al Datore di Lavoro, il quale per legge deve nominare il RSPP, indipendentemente che questo ruolo sia svolto da un Ente esterno, da un collaboratore interno o dal DDL stesso. Questo non vuol dire che in caso di infortunio sul lavoro, il RSPP non possa essere chiamato a rispondere penalmente e civilmente.  Difatti quest’ultimo non può considerarsi esonerato totalmente da un’eventuale responsabilità per colpa professionale. La figura del RSPP “risponde, assieme al Datore di Lavoro, per il verificarsi di un infortunio ogni qual volta questo sia oggettivamente riconducibile ad una situazione pericolosa che egli avrebbe avuto l’obbligo di conoscere e segnalare al DDL

(Cass. Pen. Sez. IV 27.01.2011 N. 2814).