Nuove misure di sicurezza per le attività legate alla cura della persona​

Nuove misure di sicurezza per le attività legate alla cura della persona​

Maggio 20, 2020

In seguito all’emergenza da Coronavirus molte attività lavorative, tra cui quelle legate alla cura della persona, hanno dovuto adottare azioni e procedure contenitive che hanno portato, tra le altre cose, alla sospensione temporanea degli esercizi. La sospensione si è resa necessaria proprio a causa del modus operandi di queste attività professionali, che sono legate da un contatto stretto con il cliente.
Dopo la riapertura delle attività del 18 maggio, tutte le realtà interessate devono adottare le strategie di prevenzione indicate dal Documento tecnico su ipotesi di rimodulazione delle misure contenitive del contagio da SARS-CoV-2 nel settore della cura della persona: servizi dei parrucchieri e di altri trattamenti estetici di Maggio 2020 dell’INAIL. Per quanto riguarda l’attività di parrucchieri e barbieri all’interno del documento sono suddivise:

  • Misure organizzative generali: quali ad esempio riorganizzazione del layout del locale con segnalazione delle zone di passaggio e delle zone di attesa, limitare il numero delle persone nel locale, garantire il distanziamento, in caso di prenotazione possibilmente specificare il tipo di trattamento richiesto;
  • Fasi di prenotazione, accoglienza e conclusione del servizio: ad esempio informare il cliente in fase di prenotazione circa la necessità di osservare alcune precauzioni prima di recarsi nel locale, ove possibile preferire il pagamento elettronico per evitare di manipolare denaro contante;
  • Fasi di svolgimento dell’attività: ad esempio in caso di taglio e acconciatura è necessario procedere al lavaggio dei capelli, fornire al cliente mantelle monouso o in caso di mantelle lavabili devono essere lavate a 60 °C per almeno 30 minuti

A differenza dei parrucchieri e barbieri, l’estetista lavora generalmente in ambienti separati e singoli e le prestazioni tipiche prevedono già misure di prevenzione del rischio di agenti biologici alla quale ci si deve attenere nello svolgimento della normale attività professionale; tra le misure di prevenzione si ricorda:

  • Durante i trattamenti estetici i pannelli della cabina dovranno rimanere chiusi;
  • Sono vietati l’uso della sauna e della vasca idromassaggio;
  • Al termine di ciascuna sessione vanno rimossi, con i guanti, tutti i materiali monouso utilizzati durante l’intero trattamento (pellicole, lenzuolini monouso, ecc.);
  • Pulire e disinfettare tutte le superfici della cabina estetica alla fine di ogni trattamento, utilizzando prodotti idroalcolici o a base di cloro secondo le indicazioni fornite dal Ministero della Salute e dal rapporto ISS Covid-19 n.19/2020;
  • Prima di far entrare il cliente successivo, bisogna far arieggiare i locali.

Sanzioni al datore di lavoro per mancata valutazione del rischio

Sanzioni al datore di lavoro per mancata valutazione del rischio

Maggio 13, 2020
Come è ormai chiaro a tutti il Coronavirus rappresenta un grosso rischio per la salute. Nei luoghi di lavoro questo pericolo rappresenta oggi uno degli elementi di approfondimento importanti, considerando che sino ad oggi nella valutazione dei rischi difficilmente l’analisi e la conseguente valutazione contemplava possibili epidemie, se non in limitate tipologie di Attività Aziendali. Oggi invece ci troviamo, da questo punto di vista, davanti a un cambiamento importante della visione della valutazione, perché ci si è resi conto che con il Covid 19 sarà necessario, applicando le logiche del D.Lgs. 81/08, in maniera specifica la definizione dell’Art. 28, indica che la valutazione del rischio deve riguardare tutti i rischi, considerando il Rischio Biologico in tutte le Attività lavorative. Tale obbligo oggi è stato avvalorato sia da INAIL che da due sentenze, che hanno stabilito che il contagio da Covid 19 è a tutti gli effetti da considerarsi come infortunio sul lavoro, se lo stesso avviene sul luogo di lavoro. È fondamentale che i Datori di Lavori siano consapevoli che questo cambiamento aumenta e non di poco le responsabilità, considerando che l’inosservanza di tale aspetto legislativo, quindi, come indicato dall’art. 271 del D.Lgs. 81/08, effettuare una valutazione specifica sul rischio biologico, potrebbe comportare l’applicazione dell’Art. 282 comma 1 del medesimo decreto e quindi il Datore di Lavoro è punibile con l’arresto da tre a sei mesi o con l’ammenda da 2.500 a 6.400 euro

La fase 2 e gli amministratori condominiali

La fase 2 e gli amministratori condominiali

Maggio 7, 2020

Con l’inizio della Fase 2, molte attività sono tornate operative. Tra queste rientrano le attività professionali, come per esempio quelle degli amministratori di condominio, che dopo aver subito il fermo operativo, hanno ripreso lo svolgimento delle proprie mansioni. Ricordiamo che, come citato dall’articolo 2, comma 2, del D.P.C.M. 26 aprile 2020, qualsiasi attività, anche se sospesa, può continuare ad essere esercitata se organizzata in modalità a distanza o lavoro agile.

Fra le funzioni dell’Amministratore condominiale all’interno dell’attuale contesto, ricordiamo che può segnalare ai residenti se si sono verificati dei casi di persone accertate positive al Covid-19, senza condividere i nominativi, provvedendo successivamente alla sanificazione degli ambienti condominiali.

In merito alla sanificazione è utile precisare che il Ministero della Salute ha affermato che i virus possono resistere sulle superfici, ma possono essere efficacemente inattivati con adeguate procedure di sanificazione: bisogna prestare quindi particolare attenzione alle superfici toccate più frequentemente dalle persone come muri, porte, finestre e vani ascensore. L’amministratore deve quindi preoccuparsi di far effettuare scrupolosamente la pulizia delle parti comuni dell’edificio e degli impianti in esso installati.

Aggiornamento del “Protocollo condiviso di regolamentazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus COVID-19 negli ambienti di lavoro”

Aggiornamento del “Protocollo condiviso di regolamentazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus COVID-19 negli ambienti di lavoro”

Aprile 29, 2020

Venerdì 24 aprile 2020, è stato sottoscritto l’aggiornamento del “Protocollo condiviso di regolamentazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus COVID-19 negli ambienti di lavoro”. Il documento contiene le linee guide aggiornate per agevolare le imprese nell’adozione di protocolli di sicurezza anti-contagio.

Giornata Mondiale per la Salute e Sicurezza sul lavoro

Giornata Mondiale per la Salute e Sicurezza sul lavoro

Aprile 28, 2020

Il 28 Aprile è la Giornata Mondiale per la Salute e Sicurezza sul Lavoro, che si pone l’obiettivo di incrementare la cultura della prevenzione al fine di ridurre e limitare i rischi.
Nel 2020 questo argomento presenta ancora superficialità da parte dei Datori di lavoro e dei Responsabili, spesso è un aspetto addirittura ignorato.

Capita ancora oggi di avere notizie di aziende che operano senza adottare misure di prevenzione e di protezione, esponendo i propri lavoratori a svariati rischi e andando incontro alle sanzioni previste dal legislatore.

La Sicurezza sul lavoro non è del singolo, ma è un sistema, in cui tutti devono cooperare, in cui tutti devono fare la loro parte.

Adesso, in prossimità della “Fase 2”, che richiama l’attenzione di tutti, la sicurezza diventa quotidiana.
Le aziende si stanno organizzando per ripartire con misure di prevenzione e protezione mirate a contenere e a convivere con il virus, assicurando l’operatività aziendale e assicurando la salute dei propri dipendenti. L’attenzione è sui metodi di lavoro, i quali dovranno essere tutti rivisti, ciò che è sempre stato “normale”, come un semplice passamano, dovrà essere modificato in base alla nuova condizione.

Sarà quindi necessario elaborare nuove procedure operative che tengano in considerazione i nuovi rischi e nuovi metodi per limitarli, come per esempio i controlli di temperatura corporea all’inizio del turno di lavoro, i dispositivi di protezione individuali per tutti (guanti, mascherine, igienizzanti), il distanziamento delle postazioni di lavoro, l’areazione della stanza, la pulizia e la sanificazione periodica dell’ambiente e molte altre valutazioni che sono da esaminare in base al tipo di attività svolta.

Cogliamo quindi questo giorno per ricordarci che oggi come sempre l’attenzione alla sicurezza sul lavoro è importante, l’attenzione sull’attuazione, la messa in pratica e il rispetto delle regole, da parte delle varie figure coinvolte nel sistema lavorativo è fondamentale e ora più che mai diventa indispensabile, per poter continuare a svolgere la propria attività in un ambiente il più possibile sicuro e salubre.

DPCM 22 marzo: le attività operative

DPCM 22 marzo: le attività operative

Marzo 24, 2020

In seguito al DPCM del 22 marzo 2020 (vedi news del 23/03/2020) sono state pubblicate le attività, con riferimento al codice ATECO 2007, che sono state ritenute essenziali per la comunità.

Il codice ATECO è una combinazione alfanumerica che identifica un’attività economica (per l’appunto è l’acronimo di ATtività ECOnomica).

Il Decreto autorizza quindi le attività che erogano i servizi di pubblica utilità o servizi essenziali; restano quindi operative, ad esempio, le attività della filiera alimentare (bevande e cibo), quella dei dispositivi medico-sanitari e dei prodotti farmaceutici. Restano inoltre aperte le attività funzionali a garantire la continuità delle filiere autorizzate, previa comunicazione del Prefetto di provincia ove l’attività è ubicata.

Resta infine da capire, in riferimento ad alcune ordinanze Regionali (vedi Ordinanza Regione Lombardia n.514 del 21/03/2020), quali disposizioni seguire; ne sono un esempio le attività degli Studi professionali, le quali non risultano escluse dall’Allegato 1 del suddetto Decreto, quindi di fatto operative, diversamente da quanto indicato nel Punto 11 dell’Ordinanza di Regione Lombardia che prevede “la chiusura delle attività degli studi professionali salvo quelle relative ai servizi indifferibili ed urgenti o sottoposti a termini di scadenza”.

È noto che ove previsto, deve essere attuato il lavoro da remoto (Smart Working). In caso contrario, le attività che necessitano di personale, in sede operativa, sono quelle considerate più essenziali o comunque funzionali alle attività predette.

Decreto del Presidente del Consiglio 22 marzo 2020

Decreto del Presidente del Consiglio 22 marzo 2020

Marzo 23, 2020

Con il Decreto del Presidente del Consiglio del 22 Marzo 2020, sono state adottate ulteriori misure restrittive in tutto il territorio Nazionale in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19.

Di seguito ecco alcune delle misure adottate:

  • Sono sospese tutte le attività, ad eccezione di quelle presenti nell’Allegato 1. Le attività sospese possono comunque proseguite se organizzate in modalità a distanza o lavoro agile;

  • Restano sempre consentite anche le attività che sono funzionali ad assicurare la continuità delle filiere delle attività di cui all’Allegato 1;

  • È sempre consentita l’attività di produzione, trasporto, commercializzazione e consegna di farmaci, tecnologia sanitaria e dispositivi medico-chirurgici nonché di prodotti agricoli e alimentari;

  • Sono consentite le attività degli impianti a ciclo produttivo continuo, previa comunicazione al Prefetto della provincia ove è ubicata l’attività produttiva, dalla cui interruzione derivi un grave pregiudizio all’impianto stesso o un pericolo di incidenti;

Le imprese le cui attività non sono sospese rispettano i contenuti del protocollo condiviso di regolamentazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus COVID-19 negli ambienti di lavoro sottoscritto il 14 Marzo 2020 fra il Governo e le parti sociali.

Per l’elenco delle Attività dell’Allegato 1 cliccate qui

 

Sintesi del Protocollo di regolamentazione per il contrasto e il contenimento della diffusione del Coronavirus negli ambienti di lavoro​

Sintesi del Protocollo di regolamentazione per il contrasto e il contenimento della diffusione del Coronavirus negli ambienti di lavoro​

Marzo 19, 2020

Abbiamo riassunto in 13 punti essenziali il protocollo condiviso di regolamentazione sottoscritto il 14 marzo scorso. L’obiettivo del presente protocollo è quello di fornire indicazioni operative finalizzate a incrementare, negli ambienti di lavoro non sanitari, l’efficacia delle misure precauzionali di contenimento adottate per contrastare l’epidemia di COVID-19. Si stabilisce che le imprese adottino il presente protocollo di regolamentazione all’interno dei propri luoghi di lavoro, applicando le ulteriori misure di precauzione elencate qui di seguito:

Smart working: i consigli per tutelare la tua salute e sicurezza

Smart working: i consigli per tutelare la tua salute e sicurezza

Marzo 18, 2020

Con le misure restrittive imposte dal Decreto del Presidente del Consiglio dell’11 marzo 2020, laddove possibile, deve essere attuato il massimo utilizzo di lavoro agile per le attività che possono essere svolte al proprio domicilio o a distanza. Dello Smart Working e dei suoi benefici ne abbiamo parlato nella nostra News del 3 Marzo; e se non l’avete ancora fatto, vi invito a leggerla per capire i benefici che si possono raggiungere con questa modalità di lavoro.

Con questa News, vogliamo illustrarvi quali sono i requisiti delle postazioni di lavoro e gli accorgimenti che non dovrebbero essere trascurati, anche se si tratta di lavorare da casa.

Il D. Lgs 81/08, all’interno del Titolo VII, definisce quelle che sono le diposizioni generali e gli obblighi del Datore di Lavoro in merito alle attrezzature munite di videoterminali.

L’Art.173 del D. Lgs 81/08 definisce:

  • videoterminale: uno schermo alfanumerico o grafico a prescindere dal procedimento di visualizzazione utilizzato;

  • posto di lavoro: l’insieme che comprende le attrezzature munite di videoterminale, eventualmente con tastiera ovvero altro sistema di immissione dati, incluso il mouse, il software per l’interfaccia uomo-macchina, gli accessori opzionali, le apparecchiature connesse, comprendenti l’unità a dischi, il telefono, il modem, la stampante, il supporto per i documenti, la sedia, il piano di lavoro, nonché l’ambiente di lavoro immediatamente circostante;

  • lavoratore: il lavoratore che utilizza un’attrezzatura munita di videoterminali, in modo sistematico o abituale, per venti ore settimanali;

Quanto ai requisiti presenti nell’Allegato XXXIV del D. Lgs 81/08, si fa presente che:

  • lo schermo deve essere posizionato di fronte all’operatore, in maniera che, anche agendo su eventuali meccanismi di regolazione, la parte inferiore dello schermo sia posta più in basso rispetto all’orizzontale che passa per gli occhi dell’operatore e a una distanza dagli occhi pari a circa 50-70 cm. Inoltre, non devono essere presenti riverberi o riflessi tali da creare disturbi all’operatore;

  • la tastiera deve essere separata dallo schermo e facilmente regolabile e dotata di meccanismo di variazione della pendenza per consentire al lavoratore di assumere una posizione confortevole, tale da non provocare l’affaticamento delle braccia e delle mani. Il mouse o qualsiasi dispositivo di puntamento in dotazione alla postazione di lavoro deve essere posto sullo stesso piano della tastiera, in posizione facilmente raggiungibile, questo per evitare complicanze patologiche agli arti superiori (come ad esempio, infiammazione del tunnel carpale);

  • il piano di lavoro deve essere stabile, non riflettente e di dimensioni sufficienti tali da permettere una disposizione dello schermo, della tastiera, dei documenti e del materiale accessorio. L’altezza deve essere compresa indicativamente tra 70 e 80 cm, e lo spazio inferiore deve permettere l’alloggiamento e il movimento degli arti inferiori, nonché l’ingresso del sedile e dei braccioli se presenti;

  • il sedile di lavoro deve essere stabile e permettere al lavoratore la libertà nei movimenti, nonché una posizione comoda. Il sedile deve avere altezza regolabile in maniera indipendente dallo schienale e dimensioni della seduta adeguate alle caratteristiche fisionomiche dell’utilizzatore. Lo schienale deve fornire un adeguato supporto alla regione dorso-lombare dell’utente; mentre il sedile dovrà essere dotato di un meccanismo girevole per facilitare i cambi di posizione.

Inoltre, si ricorda l’importanza della pausa dal videoterminale (bastano 15 minuti ogni 2 ore di attività) e in via preventiva, sono consigliati alcuni esercizi di stretching utili per rilassare le parti del corpo contratte dopo un tempo di attività prolungato (come ad esempio distensione del collo, delle gambe e della colonna vertebrale).

Noi di Studio Lomag offriamo un supporto informativo completo al Datore di Lavoro e ai lavoratori inviando a tutti i clienti l’Informativa sulla salute e sicurezza nel lavoro agile, un documento che definisce quali sono i comportamenti generali richiesti allo Smart Worker, oltre alle indicazioni di utilizzo sicuro delle attrezzature/dispositivi di lavoro, indicazioni relative a requisiti e corretto utilizzo di impianti elettrici e informativa relativa al rischio incendi per il Lavoro “Agile”.

Comunicato stampa C.D.M. 16 marzo 2020

Comunicato stampa C.D.M. 16 marzo 2020

Marzo 17, 2020

Il decreto-legge emanato lunedì 16 marzo 2020, con il nome di “Cura Italia” interviene con provvedimenti su quattro fronti principali e altre misure settoriali tra cui il sostegno all’occupazione e ai lavoratori per la difesa del lavoro e del reddito, come anche per il supporto al credito per famiglie e micro, PMI, tramite il sistema bancario e l’utilizzo del fondo centrale di garanzia.

Qui sotto potrai scaricare il comunicato stampa completo