Torniamo a scuola in sicurezza!

Torniamo a scuola in sicurezza!

Agosto 26, 2020

SCOPRI IL NOSTRO WEBINAR PER IL RIENTRO A SCUOLA IN SICUREZZA

Manca poco all’apertura del nuovo anno scolastico, forse uno dei più particolari a causa del difficile periodo che tutti stiamo vivendo. Come è ben risaputo, tutti gli istituti dovranno adottare gli specifici protocolli di sicurezza da normativa e dei comportamenti adeguati per la prevenzione del rischio di contagio da COVID-19.

Abbiamo creato e organizzato un nuovo servizio, un CICLO DI WEBINAR dedicato al sostegno dei dirigenti, degli insegnanti e degli ausiliari scolastici, che illustrerà le principali procedure e misure di sicurezza utili alla protezione e prevenzione da contagio.

Gli incontri saranno erogati in aula virtuale attraverso la piattaforma Zoom.

Per ulteriori info contattateci al numero 02/90429802 o scriveteci a info@lomag.it

Ordinanza di Regione Lombardia del 14 luglio 2020

Ordinanza di Regione Lombardia del 14 luglio 2020

Luglio 15, 2020

E’ stata firmata un’Ordinanza di Regione Lombardia n.580, entrata in vigore il 14 luglio, avrà validità fino al 31 luglio..

Quest’ultimo provvedimento, proroga le disposizioni sottoscritte nelle ultime Ordinanze e nei D.P.C.M. emanati, inoltre, revisiona e modifica l’obbligo di usare le mascherine nei luoghi al chiuso, accessibili al pubblico, inclusi i mezzi di trasporto. L’obbligo di indossare le mascherine si applica anche all’aperto, in tutte le occasioni in cui non sia possibile garantire il corretto distanziamento sociale di un metro tra soggetti che non siano conviventi o membri dello stesso gruppo familiare. 
 
Per le attività professionali non si hanno delle novità sostanziali. Rimangono quindi attive le misure sottoscritte nell’Ordinanza 573 del 29 giugno di Regione Lombardia.
 

Il rapporto tra il Datore di lavoro e RSPP

Il rapporto tra il Datore di lavoro e RSPP

Luglio 8, 2020
Le due figure del Datore di Lavoro e del Responsabile dei Servizio di Prevenzione e Protezione sono chiamate a cooperare strategicamente. La collaborazione fra i due è motivata dal grado di complessità tecnica degli adempimenti come la redazione del Documento di Valutazione dei Rischi. Il RSPP designato ha responsabilità consultiva, imputabile ogni qualvolta adotti un comportamento di imperizia, negligenza, imprudenza o inosservanze di leggi e discipline, inducendo così il datore di lavoro ad omettere l’adozione di una doverosa misura prevenzionistica. Nonostante questo, il D. Lgs. 81/08 ci ricorda che “non è prevista una sanzione penale specifica per il RSPP”. Dunque, il profilo di responsabilità (penale) fa capo esclusivamente al Datore di Lavoro, il quale per legge deve nominare il RSPP, indipendentemente che questo ruolo sia svolto da un Ente esterno, da un collaboratore interno o dal DDL stesso. Questo non vuol dire che in caso di infortunio sul lavoro, il RSPP non possa essere chiamato a rispondere penalmente e civilmente.  Difatti quest’ultimo non può considerarsi esonerato totalmente da un’eventuale responsabilità per colpa professionale. La figura del RSPP “risponde, assieme al Datore di Lavoro, per il verificarsi di un infortunio ogni qual volta questo sia oggettivamente riconducibile ad una situazione pericolosa che egli avrebbe avuto l’obbligo di conoscere e segnalare al DDL

(Cass. Pen. Sez. IV 27.01.2011 N. 2814).

Il ruolo del Medico competente nel rientro dopo la malattia del lavoratore

Il ruolo del Medico competente nel rientro dopo la malattia del lavoratore

Luglio 2, 2020

Normalmente la visita medica da parte del medico competente aziendale per accertamento dello stato di salute di un lavoratore malato parte dopo 60 giorni continuativi di malattia, in modo da poter accertare lo stato di salute del dipendente e la compatibilità con la mansione svolta. Dopo meno di 60 giorni di malattia invece, basta richiedere una richiesta scritta di visita medica al medico competente come descritto da art. 41 comma 2 c) del D.Lgs. 81/08.

Il lavoratore positivo ricoverato in ospedale, quando viene dimesso riceve indicazioni dall’ospedale di mantenere la quarantena e di non rientrare al lavoro fino a quando il controllo del tampone non risulti negativo. Il lavoro considerato contatto stretto che termina il periodo di isolamento domiciliare senza sintomi può essere riammesso al lavoro senza ulteriori controlli.

Il soggetto che ha manifestato sintomi, ma che non ha effettuato il primo tampone per impossibilità a recarsi in ospedale per condizioni cliniche o altra motivazione, effettua comunque un tampone di controllo prima del rientro, le procedure successive si basano sugli esiti del controllo.

Esito positivo:

  • prosegue la quarantena
  • ripete il tampone ogni 7 giorni finché non risulterà negativo (conferma di due tamponi negativi a distanza di 24h)

Esito negativo:

  • ripete il tampone dopo 24 ore
  • se confermato il tampone negativo può rientrare in servizio

L’autorizzazione al rientro viene fornita nel caso specifico dal medico competente utilizzando apposita modulistica rilasciata al dipendente.

Fonte: Fondazione Irccs <<Ca’ Granda Ospedale Maggiore Policlinico Milano>> – <>

Fonte: Ambiente&Sicurezza n.06 giugno 2020 pg. 40-41

Ordinanza di Regione Lombardia del 12 giugno 2020

Ordinanza di Regione Lombardia del 12 giugno 2020

Giugno 17, 2020

E’ stata firmata un’Ordinanza di Regione Lombardia n.566, entrata in vigore lo scorso 15 giugno, che integra il D.P.C.M. dell’11 giugno 2020.
La nuova ordinanza prevede ulteriori modifiche alle misure di prevenzione e gestione del contagio da COVID-19. Oltre ad aggiornare le regole per attività economiche, produttive e sociali, il documento di Regione Lombardia norma anche le misure per lo svolgimento in sicurezza delle formazioni in aula.

La seguente ordinanza avrà validità fino a martedì 30 giugno.

Ordinanza di Regione Lombardia del 1 giugno 2020

Ordinanza di Regione Lombardia del 1 giugno 2020

Pubblicato il 03/06/2020

E’ stata firmata un’Ordinanza di Regione Lombardia n.555, entrata in vigore lo scorso 1° giugno.
Quest’ultimo provvedimento, oltre a rendere liberi gli spostamenti verso altre Regioni (solo dopo il 2 di Giugno), prevede anche la ripresa delle formazioni in aula esclusivamente per gli ambiti di lavoro, mantenendo sempre applicati gli stessi protocolli di sicurezza previsti per il settore (descritti precisamente nell’ allegato 1 dell’Ordinanza sopracitata).

La seguente ordinanza avrà validità fino a domenica 14 giugno.

Approfondimento del “Decreto Rilancio” sulla Sorveglianza sanitaria

Approfondimento del “Decreto Rilancio” sulla Sorveglianza sanitaria

Maggio 28, 2020

Il nuovo “Decreto Rilancio” introduce misure urgenti per la salute, il sostegno alle politiche sociali, per il lavoro e per l’economia per far fronte all’emergenza data da COVID-19.

All’Art. 83 il Legislatore ha voluto evidenziare la necessità di inserire un focus sull’importanza, nei luoghi di lavoro, del Medico Competente. Per questo motivo, nel periodo di Emergenza Sanitaria COVID-19, estende a tutti i tipi di attività, a prescindere dal rischio lavorativo presente, la necessità della presenza del Medico Competente. Pur richiamando in questo modo una figura importante del D.Lgs. 81/08, lo stesso non avrà il compito di applicare quanto previsto dal D.Lgs. stesso, nello specifico gli artt. 25, 39, 40 e 41, dovrà essere a disposizione del Datore di Lavoro e dei Lavoratori al fine di supportare le scelte organizzative e rendersi disponibile per quei lavoratori che ne dovessero richiedere consulto.

A titolo informativo di seguito riportiamo quanto indicato dall’Art. 83 del D.L. Rilancio:

per lo svolgimento in sicurezza delle attività produttive e commerciali, la sorveglianza sanitaria eccezionale dei lavoratori maggiormente esposti a rischi di contagio in ragione di determinati fattori, derivanti anche da patologia COVID-19. Per quei datori per i quali non è previsto l’obbligo di nominare il medico competente per l’effettuazione della sorveglianza sanitaria eccezionale – che ha origine dall’emergenza sanitaria COVID-19 – può essere richiesta dal datore ai servizi territoriali dell’INAIL che vi provvedono con i propri medici del lavoro solo per il periodo emergenziale. Viene statuito poi che l’inidoneità alla mansione non può in ogni caso giustificare il recesso del datore di lavoro dal contratto di lavoro”.