Ordinanza di Regione Lombardia del 12 giugno 2020

Ordinanza di Regione Lombardia del 12 giugno 2020

Giugno 17, 2020

E’ stata firmata un’Ordinanza di Regione Lombardia n.566, entrata in vigore lo scorso 15 giugno, che integra il D.P.C.M. dell’11 giugno 2020.
La nuova ordinanza prevede ulteriori modifiche alle misure di prevenzione e gestione del contagio da COVID-19. Oltre ad aggiornare le regole per attività economiche, produttive e sociali, il documento di Regione Lombardia norma anche le misure per lo svolgimento in sicurezza delle formazioni in aula.

La seguente ordinanza avrà validità fino a martedì 30 giugno.

Le linee guida anti-contagio per le piscine

Le linee guida anti-contagio per le piscine

Giugno 10, 2020

Durante la quarantena molti di noi hanno sentito la mancanza dell’attività fisica, soprattutto quella svolta negli impianti sportivi e piscine. La loro riapertura è stata più volte spostata anche per trovare le adeguate misure di prevenzione al contagio del virus. Quali sono queste nuove regole che determineranno la nostra vita sportiva nell’ambito specifico delle piscine? Vediamole assieme:

  • I gestori dovranno informare adeguatamente il proprio personale e i frequentatori dell’impianto sulle misure di prevenzione, e organizzare al meglio gli spazi per garantire un corretto distanziamento sociale;
  • Bisognerà privilegiare l’entrata negli impianti tramite prenotazione, e pianificare il più possibile ogni attività per evitare condizioni di assembramento;
  • Bisognerò riporre gli oggetti e gli indumenti personali dentro alla propria borsa, e questa dovrà essere posta nell’apposito armadietto. In caso il gestore dovrà mettere a disposizione dei sacchetti dove riporre i propri effetti personali;
  • Sarà impossibile al pubblico accedere alle tribune, organizzare eventi, partecipare a feste o manifestazioni nell’impianto;
  • Oltre al classico obbligo di utilizzo della cuffia e il mantenimento delle buone norme di comportamento (non sputare, soffiarsi il naso o urinare in vasca), prima di entrare in vasca si dovrà provvedere ad un’accurata doccia con sapone su tutto il corpo;
  • Le distanze da mantenere in vasca saranno di almeno 7 mq come superficie d’acqua a persona. Si dovrà anche mantenere 1 mt e mezzo di distanza per le persone sedute in sdraio o sul lettino che non sono appartenenti allo stesso nucleo familiare o non sono conviventi;
  • Tutti i locali frequentati, gli strumenti e le attrezzature utilizzate dovranno venire sottoposte a un’adeguata pulizia e sanificazione.

Oltre alle linee guida sopracitate, invitiamo a mantenere un atteggiamento di buon senso, ad esempio, cercando di non condividere i propri effetti personali, come borracce, fazzoletti o attrezzi. Cercare di arrivare già vestiti adeguatamente in loco per l’attività che si andrà a svolgere.

La pulizia e sanificazione degli ambienti lavorativi

La pulizia e sanificazione degli ambienti lavorativi

Giugno 9, 2020

La battaglia contro il COVID-19 continua non solo a livello mondiale ma anche all’interno del proprio ambiente lavorativo. Seguendo le giuste misure di prevenzione sarà possibile neutralizzare la capacità infettiva del tanto odiato virus.
Di seguito vi lasciamo delle dritte utili per la corretta igiene dei locali:

  • Usare attrezzature diverse per pulire spazi frequentati dal pubblico e spazi per i dipendenti;
  • Pulire frequentemente le superfici più toccate (almeno giornalmente se possibile);
  • Utilizzare un detergente neutro per la pulizia di superfici dei locali, dovrebbe essere sufficiente;
  • La pulizia di servizi igienici pubblici, lavandini del bagno e servizi igienici utilizzati da più persone devono essere eseguiti con cura.

Oltre alla pulizia quotidiana, si raccomanda di adottare altri sistemi certificati di sanificazione ambientale per ottenere il massimo dell’igienizzazione.
Queste, e altre linee guida, sono state definite nel protocollo di sicurezza per la prevenzione ed il contrasto della diffusione del virus COVID-19, lo scorso 24 aprile.
A questo si aggiunge anche una circolare con indicazioni molto utili rilasciata dal Ministero della Salute, dove vengono trattate le misure contenitive grazie a procedure di sanificazione per strutture non sanitarie.
Vi consigliamo quindi una lettura dei sopracitati documenti, allegandoveli in calce.

Allegato 1 – CIRCOLARE del Ministero della Salute n. 17644

Allegato 2 – Indicazioni ad interim per la sanificazione degli ambienti interni nel contesto sanitario e assistenziale per prevenire la trasmissione di SARS-CoV 2, n. 20/2020 Rev.

Le 5 domande frequenti ricevute durante l’emergenza COVID-19​

Le 5 domande frequenti ricevute durante l’emergenza COVID-19​

Giugno 4, 2020

Durante tutto il periodo d’emergenza abbiamo ricevuto molte domande e richieste di chiarimenti riguardanti le nuove precauzioni per la salute e sicurezza sul luogo di lavoro, oggi vogliamo rispondere a 5 quesiti principali che ci sono stati posti:

  1. Sono un datore di lavoro, ho applicato tutti i protocolli sanitari necessari ma un mio dipendente si è ammalato di COVID-19, io sono comunque responsabile?

Se il Datore di Lavoro si è attenuto a tutte e disposizioni dei protocolli, informando e mettendo a disposizione dei collaboratori i DPI e i prodotti sanificanti ed informando gli ospiti (fornitori o clienti) accertandosi che gli stessi non entrino in ufficio con sintomi riconducibili al COVID-19 (per esempio misurandogli la febbre), allora IN QUESTO CASO darebbe dimostrazione di aver fatto il possibile per evitare che avvengano contagi sul luogo di lavoro.

  1. Abbiamo un ufficio con ampi spazi, dov’è possibile spostare tutte le scrivanie a distanza di sicurezza. Bisogna inserire ugualmente delle barriere protettive?

Le barriere in plexiglass o vetro servono se due scrivanie sono adiacenti per aumentare la protezione. Se le scrivanie sono distanti non serve proteggerle. Rimane comunque necessario, nel caso in cui due persone si avvicinino a meno di 1 mt, di indossare la mascherina.

  1. Ogni quanto dovrei svolgere la sanificazione dei locali? Quali sono i prodotti efficaci?

Per quanto riguarda la sanificazione attualmente si fa riferimento alla circolare del Ministero della Salute n. 5443 che indica unicamente i prodotti adatti e riconosciuti per la sanificazione. Per questo motivo né la periodicità né la modalità di certificazione risulta identificata.
Il nostro consiglio è quello di farsi indicare dall’impresa di pulizie, anche semplicemente in fattura, i prodotti utilizzati e la frequenza di utilizzo, che può variare da 1 volta a settimana a 1 volta al mese. La cosa importante che almeno un paio di volte la settimana vengano pulite tutte le superfici con prodotti sanificanti (alcool, candeggina, ecc…). Inoltre, l’impresa di pulizie, dovrebbe mettere a disposizione dei collaboratori dei prodotti che permettano d’igienizzare le postazioni a fine giornata (testiere, monitor, mouse, scrivania ecc…).

  1. Le mascherine possono provocare soffocamento o eventuali svenimenti? Utilizzarne due o più allo stesso tempo aumenta la mia protezione?

Le mascherine chirurgiche certificate, quelle FFP1 e FFP2 non sono pericolose. Se vengono indossate nell’ambiente di lavoro, anche continuativamente, non si incorre a casi di soffocamento o svenimento. Potrebbero presentarsi casi di mal di testa, dovuti all’aumento del livello di CO2 respirato nella mascherina, ma è sufficiente rimuovere la mascherina e respirare liberamente per alleviare la maggior parte dei disturbi. Eventualmente, solo per quanto riguarda i soggetti che devono indossare le mascherine con valvola senza filtro, dato che da quest’ultima fuoriescono le esalazioni della respirazione, è anche utile indossare sopra alle valvole una mascherina chirurgica che possa filtrare maggiormente.
Se però i soggetti hanno delle disabilità o patologie non compatibili con l’uso continuativo delle mascherine allora sono esentati dal loro utilizzo.
Per quanto riguarda l’utilizzo di più mascherine nello stesso tempo, può essere rischioso per la salute, dato che diminuisce l’apporto d’ossigeno ricevuto. Il Ministero della Salute precisa che “indossare più mascherine sovrapposte non è utile. Le mascherine aiutano a limitare la diffusione del virus ma il loro utilizzo deve essere adottato in aggiunta ad altre misure di igiene respiratoria e delle mani. Inoltre, l’uso razionale delle mascherine è importante per evitare inutili sprechi di risorse preziose.”

  1. La cartellonistica d’informazione è obbligatoria?

L’obbligo è quello d’informare sull’uso delle mascherine, sul mantenere la distanza di sicurezza, sulla necessità di verificare la temperatura prima di accedere in ufficio e le altre disposizioni atte a prevenire e proteggere dal rischio contagio. I cartelli, quindi, sono un mezzo.

Ordinanza di Regione Lombardia del 1 giugno 2020

Ordinanza di Regione Lombardia del 1 giugno 2020

Pubblicato il 03/06/2020

E’ stata firmata un’Ordinanza di Regione Lombardia n.555, entrata in vigore lo scorso 1° giugno.
Quest’ultimo provvedimento, oltre a rendere liberi gli spostamenti verso altre Regioni (solo dopo il 2 di Giugno), prevede anche la ripresa delle formazioni in aula esclusivamente per gli ambiti di lavoro, mantenendo sempre applicati gli stessi protocolli di sicurezza previsti per il settore (descritti precisamente nell’ allegato 1 dell’Ordinanza sopracitata).

La seguente ordinanza avrà validità fino a domenica 14 giugno.

Approfondimento del “Decreto Rilancio” sulla Sorveglianza sanitaria

Approfondimento del “Decreto Rilancio” sulla Sorveglianza sanitaria

Maggio 28, 2020

Il nuovo “Decreto Rilancio” introduce misure urgenti per la salute, il sostegno alle politiche sociali, per il lavoro e per l’economia per far fronte all’emergenza data da COVID-19.

All’Art. 83 il Legislatore ha voluto evidenziare la necessità di inserire un focus sull’importanza, nei luoghi di lavoro, del Medico Competente. Per questo motivo, nel periodo di Emergenza Sanitaria COVID-19, estende a tutti i tipi di attività, a prescindere dal rischio lavorativo presente, la necessità della presenza del Medico Competente. Pur richiamando in questo modo una figura importante del D.Lgs. 81/08, lo stesso non avrà il compito di applicare quanto previsto dal D.Lgs. stesso, nello specifico gli artt. 25, 39, 40 e 41, dovrà essere a disposizione del Datore di Lavoro e dei Lavoratori al fine di supportare le scelte organizzative e rendersi disponibile per quei lavoratori che ne dovessero richiedere consulto.

A titolo informativo di seguito riportiamo quanto indicato dall’Art. 83 del D.L. Rilancio:

per lo svolgimento in sicurezza delle attività produttive e commerciali, la sorveglianza sanitaria eccezionale dei lavoratori maggiormente esposti a rischi di contagio in ragione di determinati fattori, derivanti anche da patologia COVID-19. Per quei datori per i quali non è previsto l’obbligo di nominare il medico competente per l’effettuazione della sorveglianza sanitaria eccezionale – che ha origine dall’emergenza sanitaria COVID-19 – può essere richiesta dal datore ai servizi territoriali dell’INAIL che vi provvedono con i propri medici del lavoro solo per il periodo emergenziale. Viene statuito poi che l’inidoneità alla mansione non può in ogni caso giustificare il recesso del datore di lavoro dal contratto di lavoro”.

Ordinanza di Regione Lombardia del 17 maggio 2020

Ordinanza di Regione Lombardia del 17 maggio 2020

Maggio 26, 2020

Lo scorso 17 maggio è stata firmata un’Ordinanza di Regione Lombardia, che integra le misure approvate dal D.P.C.M. dello stesso giorno. Quest’ultimo disciplina gli spostamenti delle persone fisiche, le modalità di svolgimento delle attività economiche, produttive e sociali. Per informazioni specifiche su ulteriori disposizioni è disponibile il documento dell’Ordinanzna n.54.

L’Ordinanza avrà validità fino a questa domenica 31 maggio.

Decreto del Presidente del Consiglio 17 maggio 2020

Decreto del Presidente del Consiglio 17 maggio 2020

Maggio 18, 2020

Domenica 17 maggio 2020, è stato firmato il nuovo D.P.C.M. del 17 maggio 2020 per il contenimento dell’emergenza epidemiologica da Covid-19, entrato in vigore dal 18 maggio. Sono state apportate anche ulteriori disposizioni in materia di sicurezza e salute sul luogo di lavoro. E’ disponibile il documento completo, per leggerlo clicca qui sotto:

Giornata Mondiale per la Salute e Sicurezza sul lavoro

Giornata Mondiale per la Salute e Sicurezza sul lavoro

Aprile 28, 2020

Il 28 Aprile è la Giornata Mondiale per la Salute e Sicurezza sul Lavoro, che si pone l’obiettivo di incrementare la cultura della prevenzione al fine di ridurre e limitare i rischi.
Nel 2020 questo argomento presenta ancora superficialità da parte dei Datori di lavoro e dei Responsabili, spesso è un aspetto addirittura ignorato.

Capita ancora oggi di avere notizie di aziende che operano senza adottare misure di prevenzione e di protezione, esponendo i propri lavoratori a svariati rischi e andando incontro alle sanzioni previste dal legislatore.

La Sicurezza sul lavoro non è del singolo, ma è un sistema, in cui tutti devono cooperare, in cui tutti devono fare la loro parte.

Adesso, in prossimità della “Fase 2”, che richiama l’attenzione di tutti, la sicurezza diventa quotidiana.
Le aziende si stanno organizzando per ripartire con misure di prevenzione e protezione mirate a contenere e a convivere con il virus, assicurando l’operatività aziendale e assicurando la salute dei propri dipendenti. L’attenzione è sui metodi di lavoro, i quali dovranno essere tutti rivisti, ciò che è sempre stato “normale”, come un semplice passamano, dovrà essere modificato in base alla nuova condizione.

Sarà quindi necessario elaborare nuove procedure operative che tengano in considerazione i nuovi rischi e nuovi metodi per limitarli, come per esempio i controlli di temperatura corporea all’inizio del turno di lavoro, i dispositivi di protezione individuali per tutti (guanti, mascherine, igienizzanti), il distanziamento delle postazioni di lavoro, l’areazione della stanza, la pulizia e la sanificazione periodica dell’ambiente e molte altre valutazioni che sono da esaminare in base al tipo di attività svolta.

Cogliamo quindi questo giorno per ricordarci che oggi come sempre l’attenzione alla sicurezza sul lavoro è importante, l’attenzione sull’attuazione, la messa in pratica e il rispetto delle regole, da parte delle varie figure coinvolte nel sistema lavorativo è fondamentale e ora più che mai diventa indispensabile, per poter continuare a svolgere la propria attività in un ambiente il più possibile sicuro e salubre.

Il ruolo del Datore di lavoro nello smart working

Il ruolo del Datore di lavoro nello smart working

Aprile 10, 2020

Nella news di lunedì, abbiamo affrontato quelli che possono essere i gli obblighi e i doveri dei lavoratori in regime di Smart Working. Con la news di oggi vediamo invece l’altra faccia della medaglia, quindi il ruolo del Datore di lavoro nello Smart Working, analizzando la Legge n.81/2017, che regola il tema del lavoro agile.
 
In riferimento alla sopracitata legge “il Datore di lavoro è responsabile della sicurezza e del buon funzionamento degli strumenti assegnati al lavoratore per lo svolgimento dell’attività lavorativa” (art. 18 comma 2). Inoltre, il Datore di lavoro al fine della tutela salute e sicurezza dei suoi lavoratori “consegna un’informativa scritta nella quale sono individuati i rischi generali e i rischi specifici connessi alla particolare modalità di esecuzione del rapporto di lavoro” (art. 22 comma 1).
 
Anche se la mansione viene svolta all’esterno dei locali aziendali il Datore di lavoro deve tutelare il lavoratore “contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali dipendenti da rischi connessi alla prestazione lavorativa resa all’esterno dei locali aziendali” (art. 23 comma 2). Sempre in merito alla tutela contro gli infortuni “il lavoratore deve essere tutelato contro gli infortuni occorsi durante il normale percorso di andata e ritorno dal luogo di abitazione a quello prescelto per lo svolgimento dell’attività lavorativa […] quando la scelta del luogo della prestazione sia dettata da esigenze connesse alla prestazione stessa o dalla necessità del lavoratore di conciliare le esigenze di vita con quelle lavorative e risponda ai criteri di ragionevolezza” (art. 23 comma 3).